Partendo da uno studio sulle “Quattro Stagioni” di Vivaldi, abbiamo pensato a come, in passato, nella vita degli individui, ci fosse una attenzione elevata verso le stesse e verso lo scorrere del tempo in generale.

Da un lato, se guardiamo i singoli campi artistici (dalla moda al cinema alla fotografia ecc.), notiamo uno sguardo al passato, e la necessità di recuperare e forse rivivere anni in cui si aveva il culto del passaggio delle stagioni con la consapevolezza che il poter vivere più “stagioni” possibili fosse segno di longevità, fortuna e saggezza; dall’ altro vediamo una società che vuole fermare il tempo, che ha paura di invecchiare, che non rispetta i tempi, che brucia esperienze, ad un punto tale che oggi la pubertà è la nuova adolescenza e la vecchiaia sembra l’età adulta. 

Fermarsi a guardare il passaggio delle stagioni, magari rimpiangendo quella che più ci piace, con la consapevolezza di dover aspettare un altro anno per viverla, guardarci allo specchio e vedere come con l’età cambiano i lineamenti e le forme del nostro corpo, la forza e l’energia rallentano, ma il pensiero matura e cresce, e diventiamo “uomini e donne” di pensiero, giusto o sbagliato, ma di pensiero.

“Osservare il tempo che passa”. Questa è l’azione che desideriamo rappresentare in questo spettacolo, OSSERVARE, in questo caso l’autunno. Con i suoi colori, i sapori i profumi. Particolare attenzione andrà al corpo, pensando ad azioni divise per ogni stagione. Il corpo in autunno si contrae perché il primo freddo lo costringe a ritrarsi per iniziare a proteggersi, si inizia a coprire quindi la parte più esposta inizia ad essere il viso, nelle donne anche le gambe, così che metaforicamente ci piace “osservare” dove “camminare”.

I movimenti rallentano per prepararsi al letargo invernale. I profumi sono boisé, ossia sanno di legno e bosco,muschi, profumi di terra e di “bagnato” che evocano ricordi lontani e forse malinconici. I colori caldi che vanno dai gialli, agli aranci passando per i rossi e i marroni. Subito si sente il desiderio di quiete e di “casa”. Malinconia e Sospensione, questi i primi elementi che daranno carattere a questa prima parte.

‐Il corpo in inverno, va in letargo. Si chiude e non si espone, il movimento è lento ma riflessivo, gli occhi sono la parte più esposta e legata alla mente che non si ferma ma ricerca, elabora , contempla, ed è come “osservare” l’oltre. Il silenzio
sembra regnare in natura, i profumi sono rarefatti, secchi e puliti, i colori grigi e bianchi, e il desiderio di calore si fa largo.
Stasi e Riflessione ,questi i primi temi che daranno carattere alla seconda parte. 

‐Il corpo in primavera si sveglia e si stiracchia piano piano. Il movimento inizia ad essere più energico e attivo,iniziamo a scoprirci e alleggerirci in ogni senso, ci esponiamo ed iniziamo ad “osservare” con leggerezza la vita. La natura si riempie di colori e profumi, e l’aria si carica di ilarità. Leggerezza ed Evasione gli elementi che caratterizzeranno la terza parte.

‐Il corpo in estate si apre completamente, si spoglia di ogni pesantezza, intellettuale e fisica. I movimenti sono aperti, veloci, vigorosi, la nudità del corpo si lascia accarezzare dal calore e dal sole, e tutto ciò che non serve più e inquina viene eliminato con il sudore. I profumi si tingono di forza e acrumine, ma anche di dolcezza. I colori si fanno più vivi e nitidi, la metafora è “osservare” in trasparenzaEspansione e Purezza gli elementi che caratterizzano la parte conclusiva.

Titolo: “Le Quattro Stagioni”

Produzione: 2011

Coreografia e Regia: Livia Lepri

Danzatori: 4

Proiezione video: Matteo Cardia

Disegno Luci: Titti Sisto

Compagnia Danza Estemporada, Via Venezia 7, Sassari 07100

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